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20.10.2005
"LA STORIA"
Mi contattò lei.
E disse di conoscermi già.
Lui era uno svago. Uno dei pochi. Lui era la rottura da un periodo troppo serio.
Era un Capodanno per pensare solo a me. Almeno una volta. Era un gioco. Dissoltosi nel tempo di una fantasia. Al ritorno un silenzio senza parole né gesti. Al ritorno un libro chiuso senza aver neppure letto lintroduzione.
Avevo visto solo le figure.
Lei era laltra. E lo ero anche io. Eravamo due altre di uno stesso pupazzo ben confezionato. Eravamo due altre fra le tante.
Due altre che si erano girate attorno, in parte senza saperlo, nellarco di un fine settimana.
Lei diceva: Tu partivied io arrivavochissà perché
Due altre che non si stavano cercando. Cercavano unemozione.
E cercando unemozione lei aveva trovato me.
Ero Lixia.
Ero delle foto mostrate da lui, ero delle parole sciupate per dire di me quanto fossi un obbligo a cui assolvere. Per lei ero un più a cui lui non poteva sottrarsi. Bisognava aspettare che sparissi.
Non so come e perché, ma lei volle andare oltre. Ed approdò, in un tragitto segnato dai link di una rete, al mio blog; la mia più grande bugia che coltivavo da tempo.
Sfogliando me ed i miei pensieri si mise in contatto con me.
Dietro Lixia, scovò Ylenia. Diversa da quanto potesse immaginare.
Mi raccontò la sua storia. Attraverso le sue parole. La sua ricerca di emozioni, in fondo non tanto lontane dalle mie, la sua voglia di sentirsi viva. Il suo grande amore, misto ad un qualcosa che sembrava ancora mancarle. Quel qualcosa che non ha forma, né sostanza, che non ci sono parole né spiegazioni, che ti illude e ti distrugge. Le raccontai la mia storia. Attraverso le mie parole. La mia voglia di realizzare i miei sogni, la mia paura che potessero non esistere se non come tali, il mio amore strano e sofferente, il mio cuore lacrimante, che mi illude e mi distrugge.
Allora lei scriveva fra le sue pagine, e diceva:
- Ma tu ci hai mai provato?
- A fare che?
- A vivere
Era una donna forte. Ma impaurita. Era in una fase di stallo. Ed io le volli bene da subito.
Avevamo condiviso qualcosa in maniera completamente diversa. Io non ero infastidita. Ero onorata dallintelligenza di una donna che aveva voluto guardare dietro il sipario di un uomo scenico e confuso.
E laveva fatto a suo modo, in silenzio, leggendo i miei commenti e le mie parole. Entrando nel mio mondoblog in punta di piedi.
La nostra conoscenza mediata dalle nostre parole.
Ed in questo trovammo il perché di quellintermediario.
E come un gioco folle che ti fa correre senza sosta. E come il gioco dellequilibrista che ti trattiene sopra un filo sottile fatto di nuvole e di niente.
E come quando vivi le cose e non ne capisci il senso. E dopo, prima o poi, la vita ritorna. E ti lancia addosso quel boomerang di spiegazioni e risoluzioni. Perché ritorna sempre.
E tutto diventa più chiaro.
Lei diceva: Se cè rimedio, perché ti arrabbi? Se non cè rimedio, perché ti arrabbi?
Ed io la ascoltavo. Zitta.
Riempiendomi delle sue parole. Facendo passare le sue convinzioni a me e viceversa.
Io e lei non ci siamo mai incontrate. I chilometri, a volte, amano separare le cose più belle.
Il passaggio al reale cè già, e cè sempre stato, seppur nel virtuale.
Io le dicevo: Arriverà un momento in cui tutto sarà più chiaro, arriverà un momento, cara amica, in cui ogni cosa ti apparirà nel suo senso più vero, e tutti i nodi si scioglieranno, tutti quei nodi che hai dentro e che non vuoi sciogliere, o non sai come fare
Lei diceva: non si dimentica cara Ylepurtroppo no...non si cancellano i ricordi...dobbiamo tenerceli che dobbiamo fare?...sempre con te... e, a me, le sue parole, coccolavano un po, come una mano calda che si posa su di te, ed anche se fa freddo, stai bene.
Sapevo che lei stava aspettando. Aspettava un po se stessa, come me.
Fra le righe di mille frasi e parole in differita, fra i sogni e le realtà, fra i giorni giallo vivo e quelli sapore acido. E poi una grande annuncio. Tramite le sue pagine.
Il comunicare al mondo che aveva trovato quel punto che non riusciva ad afferrare.
Adesso lei cè, per e con se stessa. Il perché in 12 settimane e 2 giorni di una nuova vita.

A volte la vita sa benissimo assumere le sembianze di una cosa meravigliosa.
E di unincredibile sorpresa.
Cioè, la vita stessa.
Amo tutto ciò che è stato, tutto quello che non è più, il dolore che ormai non mi duole,
l'antica e erronea fede,
l'ieri che ha lasciato dolore, quello che ha lasciato allegria solo perché è stato, è volato e oggi è già un altro giorno.
(FERNANDO PESSOA)
Lei è Gaia:
http://coccinellla.blog.excite.it/
Allora questa è la storia mia e di Ylenia (http://labugiapiugrande.blog.excite.it) raccontata da Ylenia...Penso che sia una bellissima storia, non perchè ne sono co-protagonista, ma perchè è una storia pulita, semplice e emana tanto affetto!
Quello che io provo x lei e quello che lei prova x me!
Invito tutti (belliebrutti) a votare questa storia sul sito http://vipditurno.splinder.com ...mi raccomando ci tengo!
Un bacio dolce amica mia!!!
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